Le rose, dove sono le rose?

Copnova

Renzo Novatore

LE ROSE, DOVE SONO LE ROSE?

Per farla finita con questo mondo a senso unico, bisogna sognare e bisogna agire. Queste due parole di disordine sono un tutt’uno. È questa la lezione che ci è stata tramandata dai grandi indesiderabili. Ed è uno di loro che qui presentiamo.
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AGIRE!

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Dalla Francia, qui in Argentina, dal Nord America, dalla Spagna fascista, dal lontano Giappone, dal cimitero italiano, la reazione più crudele infierisce contro gli elementi rivoluzionari. Sembra che sia ordita una vera Internazionale borghese con lo scopo fisso di renderci la “vita difficilissima”.
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LA REAZIONE NELL’ARGENTINA

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Il Popolo

Facilmente dimentica, per un boccale di vino, il padrone che lo vessa e lo sfrutta. Oggi più che mai, nella baraonda carnevalesca delle elezioni, dimentica, tra i fiumi dell’alcool e le rimbombanti frasi dei demagoghi: la croce sulla quale i soliti farisei e scribi lo inchioderanno; il pane amaro quotidianamente disputatogli; le promesse sempre false che gli rinnovano ad ogni ripetersi della farsa. Quando, questo popolo, comprenderà che anche il padrone eletto dalla sua “volontà” è uguale agli altri?
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I VENDICATORI

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Lucetti

E’ stato condannato! E che perciò? La condanna non cancella il fatto e neppur lo svalorizza, anzi l’opposto.
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L’idra tecnologica

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Come fare per iniziare a parlare di un argomento complesso come la tecnologia? Analizzarla significa analizzare la totalità di questa civiltà moderna: non solo le sue prospettive industriali; non solo gli apparati e le strutture; non solo la gerarchia del potere e della specializzazione che questi apparati introducono nei rapporti umani; non solo gli «umili oggetti» che hanno scosso il nostro modo di vivere fin nelle sue più profonde radici, che hanno scosso anche i nostri sogni e i nostri desideri, il modo in cui vediamo noi stessi e il nostro mondo.

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AGIRE!

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Dalla Francia, qui in Argentina, dal Nord America, dalla Spagna fascista, dal lontano Giappone, dal cimitero italiano, la reazione più crudele infierisce contro gli elementi rivoluzionari. Sembra che sia ordita una vera Internazionale borghese con lo scopo fisso di renderci la “vita difficilissima”.
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Insolito sguardo

COPSGUA

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La libertà sarà anche contagiosa, ma la servitù volontaria ha mostrato d’esserlo assai di più. Nell’eterno presente del dominio e dell’obbedienza sembra non esserci via di scampo. Chi si ostina a pensare che libertà non sia sinonimo di normalità, si sorprende attonito davanti a parole e ad azioni che hanno perso ogni significato. Ma il realismo della rassegnazione e della politica può incappare in ben altro che in lamentosi spettatori
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Insolito Sguardo

COPSGUA

La libertà sarà anche contagiosa, ma la servitù volontaria ha mostrato d’esserlo assai di più. Nell’eterno presente del dominio e dell’obbedienza sembra non esserci via di scampo. Chi si ostina a pensare che libertà non sia sinonimo di normalità, si sorprende attonito davanti a parole e ad azioni che hanno perso ogni significato. Ma il realismo della rassegnazione e della politica può incappare in ben altro che in lamentosi spettatori.
I tre testi qui presentati sottolineano che, a prescindere dalle circostanze “oggettive” della realtà circostante, per quanto sfavorevoli, la possibilità di sparigliare le carte del dominio è sempre alla portata di fantasia e determinazione.

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Ho sognato un mondo in fiamme roteante nell’infinito

Copia di bfilippi

Bruno Filippi
È la sera di domenica 7 settembre 1919. La Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano. Qui le ricchezze solidificate in pietra grigia, il privilegio celebrato dalle volte monumentali, accolgono l’alta borghesia meneghina giunta a riposarsi e a digerire il lavoro settimanale – sfruttare i poveri – ai tavolini di esclusivi caffè. È la stessa borghesia che pochi anni prima ha fatto affari con la Grande Guerra, la stessa borghesia che solo sei mesi prima in quella città ha tenuto a battesimo il fascismo per difendersi dalla minaccia sovversiva sollevata e trasportata dalla rivoluzione russa. All’improvviso, in quella serata di fine estate, un’esplosione squarcia l’aria e semina il panico fra i presenti. Una bomba, destinata forse al ristorante Biffi o forse al Club dei Nobili, è esplosa in anticipo sui tempi. Unica vittima, l’attentatore.
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Barricate e Decreti

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Spagna 36-37 la Rivoluzione infranta

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