Lettera di Horst scritta per la presentazione del film a Fossano, 24 settembre 1999

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Un saluto a tutti i presenti.
Purtroppo non posso essere lì con voi, a dimostrazione che la vicenda di Fossano, dopo 26 anni, continua a condizionare la mia esistenza.
Mi sono giunti gli echi di alcune polemiche sollevate dal film “Ormai è fatta!” da alcuni protagonisti della vicenda.
Se non le polemiche, comprendo le ragioni di chi ha vissuto sulla propria pelle quella tragica giornata. Una giornata tragica, sì, ma che si può sintetizzare nello scontro – difficilmente conciliabile – tra chi per mestiere imprigiona la vita contro chi intendeva riprendersi la propria esistenza, la propria libertà, la propria dignità.
Quel giorno, per la prima volta, esercitai violenza contro degli esseri umani. Non l’avevo mai fatto e mi sono ripromesso di non farlo più.
In questi tempi in cui vari forcaioli reclamano la “certezza della pena”, io sono testimonianza che se non c’è certezza di pena per i ladroni d’alto bordo, di regime o limitrofi, questa certezza c’è sempre stata e c’è per quelli come me.
Di questa vicenda è stato fatto un film che voi vedrete questa sera.
Ritengo che il film – che ho potuto vedere in videocassetta – sia stato pensato e realizzato con il massimo rispetto di tutti i protagonisti, indipendentemente dal ruolo da ognuno ricoperto in quella tragica giornata.
Mi dispiace per il dolore causato a chi riteneva di fare solo il proprio dovere.
Il mio dolore, i 30 anni di carcere scontati, sono riposti nel limbo delle ingiustizie che nessuno ama riesumare.

Casa Circondariale di Bologna

Fantazzini Horst

1999