Tag Archives: 1928

Lo Stato e il suo ruolo storico

 

Pëtr Kropotkin

Breve nota introduttiva

Nato come conferenza di propaganda, questo libretto viene, nella seconda edizione italiana, restituito alla sua originaria agilità.

Per molti aspetti teorici il testo tiene presente e riassume l’ampia trattazione sviluppata ne Il mutuo appoggio, ma lo scopo qui è diverso, tende a dimostrare l’insana follia dello Stato, il suo progetto mortale con cui avvinghia e stritola qualsiasi iniziativa di base, qualsiasi organizzazione che non lo affronta risolutamente e tiene lontane le sue proposte di perfezionamento razionalizzante.

La mia Introduzione, (pp. 5-23 alla prima edizione del 1981) non è qui inserita, per non appesantire la fruizione diretta dell’opuscolo. La pubblicherò nella raccolta dei miei scritti dedicati a Kropotkin, in corso di approntamento.

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Letter of América Scarfó to Emile Armand

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Letter of América Scarfó to Emile Armand

Buenos Aires, 3 December 1928. To comrade E. Armand.

Dear Comrade,

The purpose of this letter is, first of all, to ask your advice. We have to act, in all moments of our lives, in accord with our own manner of seeing and thinking, in such a way that the reproaches and criticisms of other people find our individuality protected by the healthiest concepts of responsibility and liberty, which form a solid wall weakening their attacks. For this reason we should act consistently with our ideas.
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Lo Stato e il suo ruolo storico

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Pëtr Kropotkin (1891)

Breve nota introduttiva

Nato come conferenza di propaganda, questo libretto viene, nella seconda edizione italiana, restituito alla sua originaria agilità.

Per molti aspetti teorici il testo tiene presente e riassume l’ampia trattazione sviluppata ne Il mutuo appoggio, ma lo scopo qui è diverso, tende a dimostrare l’insana follia dello Stato, il suo progetto mortale con cui avvinghia e stritola qualsiasi iniziativa di base, qualsiasi organizzazione che non lo affronta risolutamente e tiene lontane le sue proposte di perfezionamento razionalizzante.

La mia Introduzione, (pp. 5-23 alla prima edizione del 1981) non è qui inserita, per non appesantire la fruizione diretta dell’opuscolo. La pubblicherò nella raccolta dei miei scritti dedicati a Kropotkin, in corso di approntamento.

Buona lettura.

Trieste, 15 dicembre 2008

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Abbasso la civiltà!

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Agricola (Enrico Arrigoni)

 

Dicono: l’umanità progredisce, continue nuove conquiste ne affermano l’ascesa verso migliori destini; incatena il fulmine, argina l’acqua, domina l’aria, tutti gli elementi le ubbidiscono, a sua maggiore soddisfazione. E realmente, la civiltà meccanica fa meraviglie. Che sono le piramidi, il Colosseo, la Sfinge, di fronte ai colossali lavori del XX secolo? Ma progredendo la meccanica, progredisce anche la meccanizzazione dell’individuo.

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I comunisti e gli atti di rivolta

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dottor Kilbaltchick (Renato Souvarine)
«È possibile che l’atto di Milano sia stato quello d’un rivoltoso. Quando una banda al potere come quella delle camicie nere soffoca una nazione intera, schiaccia tutta una classe, e la più infelice, riempie le città e le campagne dei suoi attentati quotidiani, delle sue minacce, delle sue crudeltà, è fatale che l’atto individuale sorga come rappresaglia.

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Unas palabras sobre la cuestión nacional en Ucrania

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Nestor Makhno
En los albores de la abolición del despotismo zarista, con la revolución de 1917 se abrieron perspectivas de relaciones sociales nuevas y libres para el mundo del trabajo, hasta entonces bajo el violento yugo del Estado ruso. La noción de una autodeterminación integral, incluyendo una ruptura completa con el Estado ruso, se abrió paso de modo natural entre la población. Aparecieron multitud de grupos que propagaron todo tipo de ideas entre la población ucraniana: cada uno de ellos tenía su propio punto de vista e interpretaba la idea de la autodeterminación de acuerdo a sus intereses fraccionales. Pero las masas trabajadoras de Ucrania no se identificaron con ninguno de estos grupos ni se unieron a ellos.
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Ho la febbre in tutto il corpo

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Ho la febbre in tutto il corpo

Una lettera a Josefina Scarfò
Domenica 19 agosto 1928.

«Mia amica. Ho la febbre in tutto il corpo. Il tuo contatto mi ha riempito di tutte le dolcezze. Mai come in questi lunghissimi giorni, ho tanto centellinato i sorsi della vita. Prima vivevo le ore tranquille di Tantalo ed ora, oggi, l’oggi eterno che ci ha uniti, vivo, senza saziarmi, tutti i sentiti armoniosi dell’amore tanto cari a Shelley ed alla George Sand. Ti dissi – in quell’amplesso espansivo – quanto tempo ti amavo, ma vorrei dirti anche quanto ti amerò, perché il pane della mente che sa materializzare tutte le idealità elette dell’esistenza umana,ci sa rà la guida più esperì a, pieno di tante abilità, risolutrice di tutti i problemi nostri, che – e te lo dico con tutta la sincerità di un amico, di un amante di un compagno il nostro unisono bene sarà bello e lungo, godente e pieno di tutti i sentimenti, grande e sconfinatamente eterno. Quando ti parlo di eternità – tutto ciò che il cuore ha voluto ed amato è eterno – voglio alludere all’eternità dell’amore. L’amore mai muore.
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La massa… anarchica

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Harry Goni (Enrico Arrigoni)
Ogni vittoria duratura è il risultato di uno sforzo continuato, di una convinzione profonda nella bontà e necessità della meta da raggiungere, di una persistenza e volontà inalterabili di fronte alle difficoltà e magari agli insuccessi che ogni opera da realizzare porta con sé.
Ma perché il trionfo non accompagna immediatamente l’azione, si deve per questo rinunciare a perseguire il nostro scopo? Giammai! Se siamo convinti della bontà d’una cosa,  più difficoltà incontreremo che si frapporranno alla sua realizzazione e più energia, più ostinazione dobbiamo usare per farla trionfare. Le opposizioni, le difficoltà non possono servire che da stimolo alla nostra volontà di realizzazione. Coloro che perdono rapidamente la fiducia, che si scoraggiano alle prime opposizioni, non possiedono tempra da lottatore, non porteranno a compimento alcuna opera.

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Más allá del Estado y los partidos políticos. Los profesores y el movimiento libertario en la región chilena (1922-1932)

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El siguiente es un extracto del libro de Víctor Muñoz Cortés, Sin Dios ni patrones. Historia, diversidad y conflictos del anarquismo en la región chilena. 1890-1990, de la editorial Mar y Tierra, editado en Valparaíso, 2013. Constituye un acercamiento y revalorización de las ideas anarquistas dentro de los diferentes movimientos sociales en la historia de la región chilena. En este extracto se muestra la influencia libertaria en organizaciones de profesores. Un aporte sin duda interesante en la actualidad, cuando las protestas del magisterio se extienden por toda la región chilena. Al final del texto dejamos el link para la descarga del libro completo.

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