LE MIE SENTENZE

LE MIE SENTENZE RENZO NOVATORE

Renzo Novatore

(dal taccuino dei miei pensieri intimi)
(da «Iconoclasta!», Pistoia, n. 12, 15 ottobre 1920)

DIO – Parto di fantasie malate. Abitatore di cervelli

senili e impotenti. Compagno e confortatore di spiriti
rancidi nati alla schiavitù. Cocaina per isterici. Pillola
per menti stitiche chiuse al sapere. Marxismo per cuori
rammolliti.

UMANITÀ – Parola astratta con senso negativo, gonfia
di forza e priva di verità. Maschera oscena appiccicata
sul viso turpe e laido di volgarissimi furbi per dominare
il volgo grossolanamente sentimentale degli idioti e
degli imbecilli.

PATRIA – Ergastolo spirituale per semi – intelligenti,
stalla dell’imbecillità, Circe che tramuta in cani e porci i
suoi adoratori. Bagascia dei suoi padroni e ruffiana dello
straniero. Mangiatrice dei suoi figli, calunniatrice dei
suoi padri e schernitrice dei suoi eroi.

FAMIGLIA – Rinnegazione dell’Amore, della Vita e
della Libertà.

SOCIALISMO – Disciplina, disciplina: Ubbidienza,
ubbidienza: schiavitù ed ignoranza gravida di Autorità.
Il socialismo è un grosso corpo borghese contenente
una volgarissima animaccia cristiana.
È un impasto di feticcismo, di settarismo e di vigliaccheria.

ORGANIZZAZIONE, CAMERE, SINDACATI –
Chiese per impotenti. Monte di pietà per pidocchi e
stracci. Molti vi sono affiliati per vivere parassitariamente
alle spalle dei loro gonzi compagni tesserati. Parecchi
per fare la spia. Qualcuno, i più sinceri e credenti
– poveri ingenui! – per andarsene in galera ad espiare la
vergognosa vigliaccheria di tutti. Il grosso della massa,
per pagare, sbadigliare ed attendere.

SOLIDARIETÀ – È il macabro altare sul quale i
commedianti di ogni risma salgono a mettere in evidenza
le loro qualità sacerdotali e a recitare abilmente la
loro messa.
È qualche cosa che il beneficiato non paga mai meno
del cento per cento in più della vergognosa umiliazione.

AMICIZIA – Fortunato colui che ha potuto bere a
questo calice senza sentirsi lo spirito offeso e l’anima
avvelenata.
Se uno di questi uomini esistesse lo pregherei caldamente
a volermi inviare la sua fotografia.
Sarei quasi certo di vedermi giungere la faccia di un
idiota.

AMORE – Frode della carne a danno dello spirito.
Malattia d’anima, atrofizzazione del cervello, sdilingumento
del cuore, corruzione dei sensi, menzogna poetica
in cui mi ubbriaco due o tre volte al giorno, ferocemente,
per poter consumare più presto questa mia cara e
pur così stupida vita. E poi, in fondo, preferisco essere
ucciso dall’Amore. È l’unico farabutto – dopo Giuda –
che sappia uccidere ancora con dei baci.

UOMO – Un sudicio impasto di schiavitù e di tirannia,
di feticcismo e di paura, di vanità e di ignoranza.
La più grande offesa che si possa dare a un asino è
quella di chiamarlo uomo.

DONNA – La più brutale di tutte le bestie schiave. La
più grande vittima che striscia sulla terra. Ma la più colpevole
– dopo l’uomo e il cane – meritevole di tutti i suoi
guai. Sarei davvero curioso di sapere cosa pensano di
me quando le bacio…
O ciniche prostitute, o espropriatrici audaci, ergetevi
voi sopra la putredine ove il mondo sta immerso e fatelo
impallidire sotto la luce perversa dei vostri grandi occhi
profondi.
Voi siete il sole più bello che oggi il sole bacia. Voi
siete di un’altra razza. E l’anima vostra è un canto, un
sogno la vostra vita.
Scardinate il mondo o libere prostitute, o espropriatrici
audaci. Io canterò per voi. Il resto è fango!