LLAMADO DE SOLIDARIDAD INTERNACIONAL CON LXS 5 ANARQUISTAS DE BARCELONA (16 AL 22 DE DICIEMBRE). LIBERTAD MÓNICA Y CARIÑOSO (es/it/)

soli

El 13 de noviembre de 2013 fueron detenid@s 5 compañer@s anarquistas en Barcelona, acusad@s de pertenecer a una “organización terrorista” y de ser las autoras de la colocación del artefacto explosivo de la basílica del Pilar. Trasladados a la Audiencia Nacional, 3 de ellos fueron liberados con cargos 5 días más tarde, siendo l@s otras dos compas encarceladas. Todos tienen las acusaciones de “pertenencia a organización terrorista”, “estragos en grado de consumación”, “estragos en grado de conspiración”.

Las compas encarceladas, Francisco y Mónica se encuentran actualmente en régimen FIES 2 en las prisiones madrileñas de Navalcarnero y Estremera. Se encuentran bien de ánimo y con mucha fuerza.
Toda la “operación policial” se vio envuelta en un alto grado de sensacionalismo mediático, haciendo mucho hincapié la prensa en la peligrosidad de los detenidos (publicando incluso sus fotos pese a estar prohibido por el código deontológico periodístico), en su pertenencia a una organización terrorista con un nombre más largo que el de una peli de Almodóvar y en la peligrosidad y el carácter internacional de la misma, pobre imitadora de Al-qaeda. Claramente la prensa estaba haciendo público lo que los mandos policiales les decían que tenían que publicar. Cumpliendo su papel, trataban de crear un clima de miedo y alarma entre una población cuyas preocupaciones no son las de la suerte de una iglesia o las de morir en un atentado anarquista, sino las de las consecuencias cotidianas más crudas del despojo capitalista y las agresiones del Estado.
Si terrorista es quien infunde terror, los mass media no le van a la zaga a Al-qaeda.
¿Qué decir ante esta
situación? Simplemente que la tradición anarquista siempre fue fértil en sus ataques y defensas contra el poder, de palabra y de obra, mediante los explosivos, sí, pero también mediante las huelgas, los ateneos o las publicaciones. Siempre quiso construir un mundo sin gobernantes ni gobernados, sin explotación ni opresión, y por lo tanto, siempre quiso destruir este mundo de la autoridad, la miseria y la infamia, dado que es totalmente incompatible con la libertad.
Pese a lo que diga el estado y la prensa, pese al conductismo y pacificación sociales aplicados mediante el civismo y otras ignominias anestesiantes para que la población trabaje, consuma y calle, la lucha contra la dominación continúa por los medios que sean necesarios, que por violentos o duros que puedan ser no le llegan ni a la suela de los zapatos a la ultraviolencia sistemática del estado y del capitalismo, que condenan a la explotación, al hambre y a la muerte a miles de millones de personas.
¿Qué decir de la iglesia católica? Artífice de miles de muertes, y de adoctrinar y aterrorizar desde la infancia millones de mentes, de dictar sus aberrantes ideas sobre millones de cuerpos, de hacer negocio con la pobreza y el sufrimiento. Una organización jerárquica del terror y la represión como es la Iglesia (de cualquier tipo) no nos merece ninguna lástima cuando es atacada.
¿Qué decir de la monarquía? Parasitaria institución que vive, como la Iglesia, a nuestra costa y que cohesiona el estado y el ejército, aparatos de represión y autoridad. Las desdichas de la casa real no nos pueden ocasionar llanto alguno.
¿Qué decir de los bancos, empresas, políticos…? Su destrucción sólo podríamos recibirla con una sonrisa de felicidad.
Pero nunca se menciona la injusta y cruel cara inherente a nuestros enemigos. Como no podía ser de otra forma, el orden ha de ser mantenido y los factores del desorden aislados y combatidos. Nada más lógico por parte del estado, del capitalismo y de sus lacayos. Es su deber. El nuestro, nuestro deber auto-impuesto es apoyar a nuestr@s compañer@s y seguir luchando hasta que no quede piedra sobre piedra en el edificio de la autoridad, hasta que no quede cárcel alguna en pie, hasta que no quede nunca más quien le diga a otro lo que tiene que hacer.
Toda la solidaridad con l@s detenidxs de Barcelona, así como tod@s los comp@s perseguidos, encarcelados, represaliados a lo largo y ancho del globo terráqueo.
Muerte al estado y que viva la anarquía
anarquistas de barcelona
Para escribir a l@s compañer@s:
Mónica Andrea Caballero Sepúlveda
CP Madrid VII Estremera
Crta. M-241 km 5,750
28595 Madrid
Francisco Javier Solar Dominguez
CP Madrid IV Navalcarnero
Crta N-V km 27,7
28600 Madrid
======================================================

Dal 16 al 22 di dicembre: Settimana di solidarietà internazionale con i/le 5 compagnx detenutx il 13 di novembre a Barcellona

Il 13 novembre 2013 sono stati detenutx cinque compagnx anarchici/che a Barcellona, accusatx di appartenenza ad una “organizzazione terroristica” e di essere gli/le autorx del piazzamento del ordigno esplosivo nella Basilica del Pilar. Trasferitx nella Audienza Nazionale, 3 di loro sono statx rilasciatx con carichi 5 giorni più tardi, essendo gli/le altrx due compagnx incarcelatx. Tutti hanno le accusazioni di “appartenenza ad un’organizzazione terroristica”, ” distruzioni in grado di consumazione”, “distruzioni in grado di cospirazione”. I/le compagnx incarceratx, Francisco e Monica sono attualmente in regime FIES 2 nelle carceri di Madrid di Navalcarnero ed Estremera. Si trovano bene di coraggio e con grande forza.L’intera  “operazione poliziale” è stata coinvolta in un elevato grado di sensazionalismo mediatico, la stampa ha insistito molto sulla pericolosità degli/le arrestatx ( pubblicando anche le loro fotografie nonostante sia vietato dal codice di deontologia giornalistica), come appartenentx ad un’organizzazione terrorista con un nome più lungo che quello di un film di Almodóvar e nella pericolosità e il carattere internazionale della stessa, povera imitatrice di Al- Qaeda. Chiaramente la stampa stava facendo pubblica ciò che gli agenti di polizia hanno detto a loro che dovevano pubblicare. Svolgendo il suo ruolo, cercavano di creare un clima di paura e allarma tra la popolazione le cui preoccupazioni non sono quelle della sorte di una chiesa o quelle di essere uccise in un attentato anarchico, ma quelle delle conseguenze quotidiane più crudeli della rapina capitalista e le aggressioni dello Stato.

Se un terrorista è colui che infunde terrore, i media non restano indietro di Al-Qaeda. Che dire davanti a questa situazione? Semplicemente che la tradizione anarchica sempre è stata fertile nei suoi attacchi e difese contro il potere, di parola e di azione, mediante gli esplosivi, sì, ma anche mediante gli scioperi, gli atenei o le pubblicazioni. Sempre ha voluto costruire un mondo senza governanti o governati, senza sfruttamento e oppressione, e quindi, sempre ha voluto distruggere questo mondo dell’autorità, la miseria e l’infamia, in quanto è totalmente incompatibile con la libertà.

Nonostante quello che dice lo Stato e la stampa, nonostante il connettivismo e la pacificazione sociale applicati mediante il civilismo e altre ignominie anestetiche per qui la popolazione lavore, consuma e rimane zitta, la lotta contro la Dominazione continua con i mezzi che siano necessari, che violenti o duri che potrebbero essere non gli arrivano nè alle suole delle scarpe all’ultraviolenza sistematica dello Stato e del capitalismo, che condannano allo sfruttamento, alla fame e alla morte a miliardi di persone.

Che dire della Chiesa cattolica? Responsabili di migliaia di morti, e d’indottrinare e terrorizzare fin dall’infanzia milioni di menti, di dettare le loro aberranti idee su millioni di corpi, di fare affari con la povertà e la sofferenza. Un’organizzazione gerarchica del terrore e della repressione come è la Chiesa (di qualsiasi tipo) non ci merita nessuna lastima quando è attaccata.

Che dire della monarchia? Parassita istituzione che vive, come la Chiesa, a nostre spese e che coesiona lo Stato e l’esercito, apparati di repressione e di autorità . Le sventure della casa reale non ci possono provocare nessuna lacrima.

Che dire delle banche, aziende, politici … ? La sua distruzione solo potremo riceverla con un sorriso di felicità. Ma mai è menzionata la ingiusta e crudele faccia intrinseca ai nostri nemici. Come non potrebbe essere altrimenti, l’ordine deve essere mantenuto e i fattori del disordine isolati e combattuti. Niente di più logico da parte dello Stato, del capitalismo ei suoi lacchè. ‘E  il loro dovere. Il nostro, nostro dovere auto-imposto è quello di sostenere ai/le nostrx compagnx e continuare lottando fino a quando non rimanga pietra su pietra nell’edificio dell’autorità, fino a quando non rimangano carceri in piedi, fino a quando non rimanga mai più nessuno che dica ad altri ciò che possono fare.

Tutta la solidarietà con i/le detenutx di Barcellona, così come a tuttx x compagnx  perseguitatx, incarcelatx, rappresagliatx di tutto il mondo.

Morte allo Stato e viva l’anarchia!

anarchici di Barcellona

Per scrivere al/la compagnx:

Mónica Andrea Caballero Sepúlveda
CP Madrid VII Estremera
Crta. M-241 km 5,750
28595 Madrid (spagna)

Francisco Javier Solar Dominguez
CP Madrid IV Navalcarnero
Crta N-V km 27,7
28600 Madrid (spagna)

in spagnolo

http://it.contrainfo.espiv.net/2013/12/03/dal-16-al-22-di-dicembre-settimana-di-solidarieta-internazionale-con-ile-5-compagnx-detenutx-il-13-di-novembre-a-barcellona/