Repressione | Antipsichiatria – Comunicato solidale con imputati/e per i fatti di Piazza Verdi a Bologna

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Complici e solidali con Madda Sirio Fede Juan e Fako. Hanno fatto quello che dovevano!
Contro la violenza della psichiatria è giusto fermare il TSO e abbattere il manicomio!

Gli psichiatri hanno fatto molte vittime ma cosa hanno imparato dagli innumerevoli casi come il TSO a Francesco Mastrogiovanni il cui supplizio – così si definisce la morte per tortura – documentato minuto per minuto e fortuitamente, caso più unico che raro, giunto a conoscenza della comunità? Niente! Continuano ad adottare pratiche basate su convinzioni affatto scientifiche; ogni loro scuola o corrente ha un proprio credo in contraddizione con quello delle altre.
Continuano sulla loro strada mortifera sperimentando tecniche sempre nuove per legittimarsi come strumento di pacificazione sociale. Operano per uniformare e conformare i cittadini a produttori e consumatori di merci; renderli
funzionali e soffocare tutte le istanze di cambiamento espresse o desiderate.
Se fino a ieri, per loro, l’omosessualità era “malattia” oggi lo sono il veganesimo, l’urgenza di modificare regole sociali, l’agitazione da sfratto, l’attività dei bambini e la loro poca voglia di stare dietro a un banco preferendo correre dietro alle nuvole, eccetera. E questi sono solo alcuni esempi.
Eppure se guardassimo dentro la testa di chi subisce un TSO e dentro a quella di chi glielo impone non noteremmo anomalie fisiologiche o indizi di malattia. Possono esserci dei comportamenti più o meno tollerabili ma questo non legittima nessuno psichiatra ad entrare nei cervelli di persone non consenzienti con bisturi, chimica o elettricità.
Ci insegnano la paura e la meraviglia verso l’ubriaco che urla il suo stato d’animo in una stazione e la tolleranza verso le pratiche che annichiliscono l’individuo togliendogli senso, disumanizzandolo e rendendolo una “cosa” per tutta la vita.
Ovviamente non stiamo qui ad auspicare la tolleranza verso qualsiasi comportamento; ciò che fanno gli psichiatri, ad esempio, per noi è intollerabile: toglie libertà e dignità ad individui facendo rientrare la sacralità di un’esistenza in astruse tabelle fossilizzate. Hanno l’arroganza di credersi nel giusto quando modificano il senso e la vita agli altri e giustificano risultati e conseguenze nefaste con statistiche prive di ragionevolezza e colme di dogmi.
Quella degli psichiatri non è un’attività tollerabile ma, comunque, non è neanche un sintomo di malattia bensì l’utilizzo della religione psichiatrica come strumento per ottenere potere e continuare a mungere le menti. Questa religione serve loro per guadagnarsi un posto d’onore tra i servi che aspettano cada qualche briciola sotto al tavolo del banchetto dei
potenti.

Antonin Artaud – Lettera ai primari dei manicomi
[…] Non staremo qui a sollevare la questione degli internamenti arbitrari, per evitarvi il penoso compito di
frettolosi disconoscimenti. Noi affermiamo che un numero dei vostri ricoverati, perfettamente pazzi secondo la definizione ufficiale, sono anch’essi internati arbitrariamente. Non ammettiamo che si interferisca con il libero sviluppo di un delirio, altrettanto legittimo, altrettanto logico, che qualsiasi altra successione di idee o di azioni umane. La repressione delle reazioni antisociali è, per principio, tanto chimerica quanto inaccettabile. Tutti gli atti individuali
sono antisociali. I folli sono per eccellenza le vittime individuali della dittatura sociale; in nome di questa individualità, che appartiene all’uomo, noi reclamiamo la liberazione di questi prigionieri, forzati della sensibilità perché è pur vero che non è nel potere delle leggi di rinchiudere tutti gli uomini che pensano e agiscono.
Senza insistere sul carattere perfettamente geniale delle manifestazioni di certi folli, nella misura in cui siamo
in grado di apprezzarle, affermiamo l’assoluta legittimità della loro concezione della realtà, e di tutte le azioni
che da essa derivano. Possiate ricordarvene domattina, all’ora in cui visitate, quando tenterete, senza
conoscerne il lessico, di discorrere con questi uomini, sui quali – dovete riconoscerlo – non avete altro
vantaggio che quello della forza. […]

Assemblea Antipsichiatrica/Nonpsichiatrica Donoratico – 17 ottobre 2014

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