Genova – Alcuni falsi presupposti [risposta ad “Alcune banalità di base”]

1743621_633960120074116_1922302513855730063_n

Alcuni falsi presupposti

Dopo aver letto il testo “Alcune banalità di base (di qui e di altrove)” ci troviamo costretti a rispondere nel merito di alcuni falsi presupposti che starebbero dietro la costruzione dell’iniziativa sulle lotte contro il carcere, tenutasi il 16 giugno in Pellicceria occupata, qui a Genova.
Precisiamo che non abbiamo contattato nessuno di qui e di, ma che siamo stati noi contattati da una compagna italiana che ci ha proposto di ospitare questa discussione in occasione del passaggio a Genova di un compagno belga. Precisiamo che il compagno in questione è senza dubbio da anni impegnato nelle lotte contro le prigioni in Belgio, ma che in effetti nessuno di noi ha pensato fosse necessario indagare oltre sugli anni (uno, due… molti?) all’interno della suddetta lotta.

Precisiamo che ha parlato a titolo assolutamente individuale, specificando di non essere portavoce di alcunché e di non essere tra gli autori del libro “Brique par brique”. Precisiamo che il testo in riferimento ci è stato proposto, a nostro avviso con le migliori intenzioni, solo come strumento di riflessione e divulgazione proprio per l’importanza del suo contenuto, senza l’intento di attribuirsene un’indebita paternità.
Precisiamo che il compagno nostro ospite, appena arrivato, ci ha riferito di aver ricevuto telefonate – da qualcuno che evidentemente sapeva chi fosse ad organizzare l’incontro – in cui venivano espressi specifici malumori riguardo all’iniziativa. Precisiamo infine tutto questo per chi non conosce i fatti, piuttosto che per gli osservatori di qui e di là.
Detto questo resta una sola osservazione da fare. Nonostante nel testo in oggetto si dica chiaramente “… Benché non si tratti affatto di stabilire chi sia in «diritto» di parlare di idee e di prospettive di lotta ovvero di discutere su esperienze di altri e di altrove – siamo nemici di ogni proprietà – …” ci sembra invece che l’obiettivo ricercato sia proprio il suo opposto, ossia screditare un’iniziativa a poche ore dal suo inizio e rivendicare chi sia o meno legittimato a prendere parola. Oltre che stabilire indirettamente quali siano i luoghi più o meno consoni per farlo.
In conclusione l’iniziativa è stata partecipata, interessante, ha aperto possibilità di scambio e di incontro; questo è ciò che conta per noi e per chi vi ha partecipato. Tutto il resto è noia.
Non siamo interessati ad aprire alcun dibattito virtuale, altresì a chiuderlo; per sciogliere eventuali altri falsi presupposti, dubbi e malumori ci trovate in vico superiore di Pellicceria 1, qui a Genova.


le compagne e i compagni di Pellicceria occupata
Genova, 19 giugno 2015