Roma. Occupazione e sgombero: duri scontri in via Ostiense

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L’emergenza casa continua ad essere un problema di cui le istituzioni romane sembrano non vogliano farsi carico. Sindaci di destra, di sinistra o commissari continuano a gestire come un problema di ordine pubblico la mancanza di alloggi nella capitale. Oggi alcuni nuclei familiari in emergenza abitativa, accompagnati da Action dirti in movimento, hanno deciso di “fare da sé” riappropriandosi di uno stabile vuoto in via ostiense 333.

Gli occupanti, organizzati in Action Diritti in Movimento, sono stati raggiunti dalle forze di polizia. Le famiglie, già sgomberate la scorsa settimana da un’occupazione sulla via prenestina, hanno quindi dovuto subire ancora una volta la follia poliziesca del prefetto Gabrielli deciso a gestire l’ordine pubblico della capitale come uno sceriffo da film western. I canali di mediazione non hanno convinto gli occupanti, decisi ad ottenere soluzioni concrete oltre la contrattazione poliziesca.

Verso le 13 è salita la tensione. La polizia, con l’impiego di idranti ha provato a sgomberare i blocchi. Gli occupanti hanno resistito alle cariche frapponendosi agli idranti, con lanci di sassi e bottiglie e improvvisando barricate con i cassonetti. Dei circa 400 manifestanti una cinquantina sono stati identificati

Gli sgomberi di questi giorni a Lauricella, a via Ostiense e le minacce di sgombero di via prenestina risultano ridicole di fronte allo scandalo “affittopoli”, così denominato dai principali quotidiani nazionali. Circa 574 immobili collocati nel municipio I di proprietà del Comune di Roma sono stati affittati per anni a canone irrisorio o in nero. Il commissario Tronca sta disponendo alcune indagini a proposito ed è intenzionato a vendere le proprietà. Si parla di una perdita per il comune di circa 100 milioni. Un vero e proprio scandalo dato il fatto che gli immobili sono collocati nel quartiere centrale e più ricco di Roma dove vive la classe dirigente: a quanto pare a dieci euro al mese!

La retorica sulle occupazioni abusive dei movimenti per il diritto all’abitare cade immediatamente di fronte ad una classe politica e borghese di una città che vive di parassitismo facendo oltretutto quotidianamente la guerra a chi è stato sbattuto fuori dalle vie storiche della città e costretto nelle periferie. L’amministrazione comunale e non solo, dovrebbe farsi carico dell’emergenza abitativa e predisporre con le risorse della collettività immobili a chi ha bisogno di usufruire dell’edilizia popolare. Evidentemente i tagli alla spesa, le politiche di austerity, i sacrifici non sono destinati all’intera collettività, come hanno voluto far credere per anni, ma solo a quella che si può reprimere e che non ha peso nei giochi di potere.

Impensabile però credere di poter vendere il patrimonio pubblico del primo municipio. Svenderlo al primo che passa a pochi spicci. Tronca forse vorrebbe dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ma non basta. Le case ci sono, le risorse anche per poter predisporre politiche abitative degne di questo nome. Forse bisognerebbe andare a riprendersi proprio quelle proprietà. Quelle a canone irrisorio, proprio quello di cui la gente senza casa avrebbe bisongno.

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