Lettera del prigioniero in lotta Maurizio Alfieri

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Dal prigioniero in lotta Maurizio Alfieri

Maurizio, che anche quest’estate (la ventesima di seguito passata in carcere) è stato rinchiuso per 45 giorni in isolamento, per mesi e mesi non ha praticamente ricevuto posta. Oltre a varie lettere di insulti a magistrati di sorveglianza e al Dap, ci ha spedito il testo che riportiamo sotto.
Mentre era in isolamento per aver preteso di farsi tagliare i capelli in una cella adibita a questo, vari detenuti gli hanno espresso solidarietà con un comunicato collettivo.
Il Dap, il quale lo ha inserito fra i 25 prigionieri più pericolosi d’Italia, ha comunicato al suo avvocato l’ennesimo rigetto della richiesta di trasferimento in un carcere della Lombardia vicino ai suoi cari, con la motivazione che ciò metterebbe a rischio l’ordine e le sicurezza degli istituti penitenziari.
Un giorno un brigadiere disse a un detenuto: “Benvenuto all’inferno”. Il prigioniero gli rispose: “Sono duro a cuocere”.
Ecco le parole di Maurizio, uno duro a cuocere.

Per scrivergli:

Maurizio Alfieri

Via Maiano, 10
06049 Spoleto
Perugia



Alla Procura della Repubblica di Udine
Per il PM D.re Luca Olivotto

Io sottoscritto Alfieri Maurizio
Nato il 10-06-63 a Cosenza
Att. Detenuto C.R. di Spoleto

Faccio presente:
Alla SV. Ill.ma nella persona del D.re Luca Olivotto che in data 22-07-2014 ho ricevuto la conclusione delle indagini preliminari e voglio chiarire gli episodi che mi vengono contestati perché voi in Procura pensate solo a coprire i pestaggi e gli abusi che avvenivano presso il “lager” di Tolmezzo, e non avete mai preso in considerazione le denunce, esposti e querele che io ho inviato alla Procura di Tolmezzo per furto e sottrazione della mia corrispondenza, sia in entrata che in uscita, ma, oltre a tutto questo, mi ero opposto alla battitura delle sbarre perché ogni giorno quei criminali di Tolmezzo picchiavano un ragazzo e chiamerò anche lui a testimoniare perché mi sono stufato di essere preso in giro dal vostro sistema di amministrare la giustizia, e potete stare sicuri che quel giorno non sarò solo, perché fuori dal tribunale ci sarà chi manifesterà contro questi abusi di potere, di sicuro non mi spaventate con i vostri processi perché sono la conferma che avete sempre coperto i pestaggi e i crimini che avvenivano a Tolmezzo, e state sicuri che porterò decine di denunce di poveri detenuti che sono stati massacrati da agenti infami, con la complicità e il benestare del comande Barbieri e della direttrice Silvia Della Branca, e non ci sono termini per definire questi ultimi perché sono solo esseri spregevoli e privi di ogni senso di umanità oltre che del senso del dovere.
Ancora una volta a Tolmezzo e Udine viene violato il principio cardine di uno Stato di Diritto, dove non si processano mai i carnefici e sempre le vittime.
Con la crisi che c’è in Italia a Udine non importa niente, perché potete istruire un processo, spendere soldi per copie, fotocopie, insomma la telenovela continua. Però la informo, D.re Luca Olivotto, di documentarsi sul furto della mia corrispondenza, sulle varie denunce e quant’altro, soprattutto su tutti i nomi e i cognomi che le farò pervenire di quanti sono stati massacrati, perché le ragioni della mia protesta oltre alla posta riguardano i pestaggi ai quali mi ero ribellato e le dimostrerò che 50 detenuti hanno assistito al pestaggio di un detenuto tenuto ammanettato tutta la notte al passeggio, bagnato con gli idranti e pestato a sangue, e voi dove eravate?
È superfluo che le scriva altro, fate come volete, se mi rinviate a giudizio io ne sarò felice (potete stare sicuri). Verrò a testa alta.

La ringrazio per la sua cortese attenzione.

Doverosi ossequi,
Alfieri Maurizio

Spoleto, 23-07-2014