Presidio antifascista davanti al tribunale per i fatti di Formigine (Modena)

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PRESIDIO: 8 gennaio 2015 a Modena – alle 9.30, davanti al tribunale in Corso Canalgrande

Segue comunicato di indizione:

UN CRIMINE CHIAMATO ANTIFASCISMO

“Per non sopportare il pericolo, gli uomini si gettano a certa morte”
Carlo Michelstaedter

La sera del 12 dicembre 2014, come preannunciato, una trentina di fascisti si sono ritrovati in un presidio a Formigine (MO) chiamato da Forza Nuova, di fronte all’hotel in cui sono “ospitati” circa 26 profughi, in base al piano di gestione dell’immigrazione amministrato da Stato-Regione-Questura: le stesse autorità, dunque, sbattono in mezzo al nulla un gruppo di persone, e poi autorizzano un presidio fascista nello stesso luogo.
Antifascisti autorizzati presenti: una quindicina circa di persone radunate da ANPI-CGIL-SEL-PD in formale dimostrazione di dissenso a 300 metri da fasci e migranti. Antifascisti altri: circa 4 persone che calavano uno striscione antifascista dalle finestre di un’abitazione privata.
Ultimi componenti del teatrino: gli sbirri – con presenza in forze della DIGOS di Modena – che si gettavano contro un gruppo di antifascisti auto-organizzati. Due di quest’ultimi venivano arrestati, portati in questura e successivamente in carcere per tre giorni e tre notti, e rilasciati con obbligo di dimora e rientro notturno, mentre fuori altri compagni non facevano mancare la solidarietà.
Ma alle autorità non è bastato arrestare l’antifascismo in strada: l’accanimento continua con il procuratore capo di Modena Vito Zincani, il quale poche ore prima di andare in pensione ed essere sostituito da Lucia Musti, dichiara che preferisce la pacificazione in un contesto sociale impoverito e in crisi.
Ma è proprio in questo contesto, di pacificazione più che mai di facciata, che fascisti e razzisti scorazzano indisturbati e cercano di “alzare il tiro”, come si è visto e si continua a vedere in numerose occasioni: dai fatti di Tor Sapienza del 12 novembre fino a quelli incanalati da movimenti e partiti, come la “visita” di Salvini a Bologna. Il capro espiatorio verso cui viene indirizzata la frustrazione per le misere condizioni di vita è, tanto per cambiare, chi viene individuato come “diverso” in base a colori di pelle e/o provenienza geografica, chi viene individuato come indifeso e già in difficoltà, quindi codardamente facile da colpire, piuttosto che rivolgere la rabbia verso chi effettivamente provoca queste condizioni di vita. E le istituzioni intanto reprimono e processano l’antifascismo, come già nel caso di Teo, antifascista arrestato a Bologna nel corso del corteo del 18 ottobre contro la presenza di Forza Nuova in piazza, con tanto di ospite Roberto Fiore. Ora Teo sta scontando 8 mesi di domiciliari, dopo essere stato arrestato nel corso degli scontri tra manifestanti antifascisti e sbirri schierati in difesa dei fascisti; poiché oggi come ieri, istituzioni e fascismi si trovano fianco a fianco nel chiudere a morsa i migranti e nel combattere l’antifascismo di fatto.
Così, l’8 gennaio 2015 si terrà il processo per direttissima ai due antifascisti, per i fatti di Formigine. Verrà di nuovo processato l’antifascismo, anzi, secondo le stesse parole di Vito Zincani, si vorrebbe trattare di ‘un monito’… sì, ma all’antifascismo! Ecco, come un eterno ritorno, l’agognato “monito”, ovvero punire alcuni per spaventare tutti coloro che decidono nelle proprie vite di mettersi di traverso ai progetti di razzismo, devastazione e morte di questo sistema: come è successo e succede nella repressione e nelle sentenze contro i No Tav, per i fatti del G8 di Genova o per quelli del 15 ottobre di Roma 2011, o come le richieste di Sorveglianza Speciale per alcuni compagni di Torino già incarcerati per la lotta contro gli sfratti. Il “monito” cade oggi sulla testa di due nostri compagni, ma l’obiettivo è quello di colpire tutti.
Facciamone invece un’altra occasione per dimostrare la nostra solidarietà ai/lle compagni/e antifasciste sotto processo, per smascherare fascismi e razzismi sotto qualsiasi forma e i loro complici, per ribadire il nostro antifascismo che non si nasconde dietro inutili formalismi e istituzioni.
Ci vediamo…

l’8 gennaio 2015 a Modena – alle 9.30, davanti al tribunale in Corso Canalgrande

Alcuni/e anarchici/che antifascisti/e