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Dell’incompatibilità (it/fr)

 

Se spesso è indubbiamente più comodo tacere, certi silenzi possono anche diventare insopportabili. È perciò che, malgrado tutto, abbiamo preferito prendere la parola.
Come voi, abbiamo visto che sono in corso tre iniziative in tre diverse città italiane in cui sono giunti alcuni compagni di Bruxelles a parlare della lotta contro la maxi-prigione. Se si tratta di una lotta specifica in un luogo determinato, è pur vero che la questione riguarda potenzialmente tutti gli anarchici e altri ribelli, anche al di là delle frontiere statali. Fin dall’inizio di questa lotta ci sono stati infatti anarchici, provenienti un po’ dappertutto, che se ne sono interessati, che l’hanno difesa, che vi hanno partecipato in diverse maniere. Ciò non costituisce solo un piccolo extra, questa dimensione internazionale si è radicata nella progettualità stessa di questa lotta. E al di là del fatto se il conflitto avvenga attorno alla costruzione di una maxi-prigione, di un aeroporto, di una miniera d’oro o se è una rivolta che infiamma le strade delle metropoli o i sentieri delle campagne, è la questione della progettualità insurrezionale che dovrebbe essere il fulcro degli scambi fra compagni, e questo a livello internazionale.

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Sull’imminente processo antiterrorista contro alcuni anarchici e antiautoritari in Belgio (it/fr)

Alla fine del 2008, in pieno periodo di ostilità diffuse scatenate dalla rivolta in Grecia in seguito all’assassinio di Alexis da parte della polizia, la Procura federale belga avvia un’inchiesta contro alcuni anarchici ed antiautoritari. Nel 2010, sulla base di un elenco di azioni che la polizia attribuisce all’«area anarchica» e mentre si sta sviluppando la lotta contro la costruzione di un nuovo centro di detenzione per clandestini a Steenokkerzeel, il giudice istruttore Isabelle Panou viene destinato all’inchiesta che rientra ormai nell’ambito dell’antiterrorismo. In maggio, e poi nel settembre 2013, nel quadro di tale inchiesta hanno luogo una decina di perquisizioni in differenti abitazioni e nella biblioteca anarchica Acrata situata a Bruxelles. È la prima volta che si palesa un’inchiesta antiterrorista. L’inchiesta viene condotta dalla sezione antiterrorismo della polizia giudiziaria federale, che sarà spalleggiata ora dalla Sicurezza dello Stato, ora dal Servizio Generale di Informazione e Sicurezza dell’esercito, oltre che da diversi servizi antiterrorismo di altri paesi europei. Nel 2014 l’inchiesta verrà chiusa, approdando oggi alla Camera di Consiglio per il rinvio di dodici anarchici e antiautoritari.

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Un pomeriggio militarizzato a Bruxelles (it/fr)

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Un appello a manifestare contro la militarizzazione delle nostre vite e contro ogni potere, si chiami islamico o democratico, era stato ampiamente diffuso la scorsa settimana. L’appuntamento era stato dato per il 9 aprile in viale Stalingrad, vicino alla stazione del Midi a Bruxelles. Quel pomeriggio, la polizia ha occupato il luogo d’incontro e militarizzato un ampio perimetro attorno (fino ad Anneesens, piazza Jeu de Balles, piazza Bara e la porta di Anderlecht). All’arrivo dei primi manifestanti e fin dal dispiegamento di uno striscione proprio davanti allo sbarramento della sbirraglia, i poliziotti si avventano sui manifestanti accerchiandoli. Ne imbarcano dieci e li portano al commissariato di Anderlecht. Raggiunti poco dopo da altri 6 fermati, saranno rilasciati col contagocce durante la notte. Al commissariato, come d’abitudine, gli sbirri allungano qualche schiaffone ad alcuni recalcitranti ammanettati.

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Dacci oggi il nostro panico quotidiano: uno sguardo sui fatti di Bruxelles

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Dacci oggi il nostro panico quotidiano
uno sguardo sui fatti di Bruxelles
«La guerra è uno dei tanti fenomeni, il più grave di questi,
che scaturiscono dal presente ordinamento sociale.
E a noi questo fenomeno non deve riuscire inaspettato
poiché sappiamo che esso non è che il corollario inevitabile di questa civiltà.
Perciò noi non possiamo combattere isolatamente il fenomeno,
senza distruggerne le cause prime che lo hanno provocato»
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Rassemblement antifasciste contre l’islamophobie & l’extrême droite // Antifascistische Samenkomst tegen islamofobie en extreem rechts

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Le groupuscule raciste et fasciste “Génération Identitaire” a lancé un appel européen en vue d’une manifestation islamophobe à Molenbeek ce samedi 2 avril. Si le bourgmestre dit refuser d’autoriser ce rassemblement, il est clair que l’extrême-droite compte faire de Bruxelles et en particulier Molenbeek, le symbole de leur obsession islamophobe.
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Bruxelles: présentation du squat de meufs La Sale Coiff’

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Ça fait 6 mois que nous avons ouvert un squat de meufs à Bruxelles, un ancien salon de coiffure dont nous avons relancé l’activité quelques dimanches par mois.
Durant ces permanences coiffures des gens du quartier, des punks queer, des anarcha-féministes, des personnes “sans-papiers”, des enfants, des militant.e.s,… se croisent, se rencontrent autour d’une permanente, d’une décoloration ou d’une coupe destroy.
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Belgique : un drone en appui lors de l’assaut de Molenbeek

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Un des drones de la police fédérale

Durant l’assaut mené par les policiers belges du CGSU contre la planque du djihadiste Salah Abdeslam vendredi 18 mars 2016 en après-midi au moins un drone a été activement utilisé. Certaines sources journalistiques font même état de deux voire trois engins de ce type qui auraient orbité au-dessus de la commune bruxelloise de Molenbeek-Saint-Jean. Le drone renseigne les policiers dans tous les spectres possibles, de la vision nocturne à la vidéo haute définition en passant bien entendu par les infrarouges. Le déroulé de l’opération à Molenbeek n’est pas sans rappeler celle menée à Saint-Denis par le RAID et la BRI le mercredi 18 novembre 2015, où là aussi les forces de l’ordre avaient eu recours à un drone quadricopter pour évaluer la dangerosité des lieux où s’étaient réfugiés d’autres membres survivants du commando responsable des attaques contre le Bataclan, le Stade de France, et les terrasses de bistrots parisiens.

http://secoursrouge.org/Belgique-un-drone-en-appui-lors-de-l-assaut-de-Molenbeek