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SEVERINO DI GIOVANNI – Volantino lanciato nel teatro Colón (Buenos Aires, 1925)

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Buenos Aires, 6 giugno 1925 – Volantino lanciato dagli anarchici dal loggione del teatro Colón

… Santificatori della monarchia Sabauda avete dimenticato che proprio sotto il regno di Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e volontà… di pochi Re d’Italia; sorse, si alimentò nel sangue, quell’accozzaglia di briganti che si chiamano i FASCISTI… con tutti i suoi Dumini, i Filippelli, i Rossi, i De Vecchi, i Regazzi, i Farinacci… e che trova in Benito Mussolini la più precisa e perfetta raffigurazione di tutte le infamie…

Glorificatori della Monarchia appuntellata dal pugnale dei Dumini scrivete nella storia della Casa Savoia questo nome glorioso:

Matteotti!

Ricordate i 700 assassinati nel 1898 dai cannoni di Umberto il Buono. W la mano di Bresci!…

Mentre Parla la Dinamite

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Dopo l’ultimatum dell’Alta Corte di Giustizia del Nord America, i compagni sparsi per tutto il mondo, non fecero rimanere nel silenzio l’appello disperato lanciato da Boston.
Dall’Argentina al Cile, da Cuba a l’Uruguay, e dalla stessa Unione, oltre lo sdegno verbale, anche la dinamite parla.
E di ieri la notizia dell’attentato contro un accusatore dei nostri compagni N. Sacco e B. Vanzetti, oggi il telegrafo ci annunzia, che altri testi di accusa, sono vigilati dalla polizia, impauriti da sicure rappresaglie. Ma la dinamite ha altri obiettivi. Non solo attenta alle belve, ma anche ai suoi averi e ai suoi altari.
A tutto ciò che provenga e sia emanazione Nordamericana, appioppiamogli il più violento e serrato sabotaggio.
Essi, i potenti degli Stati Uniti, vogliono la guerra. La guerra
sia!…

fonte: Culmine, pubblicazione anarchica bimensile, Buenos Aires 9 giugno 1926, anno II, numero 9, pagina 4

Ho la febbre in tutto il corpo – Una lettera a Josefina Scarfò

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Domenica 19 agosto 1928.

«Mia amica. Ho la febbre in tutto il corpo. Il tuo contatto mi ha riempito di tutte le dolcezze. Mai come in questi lunghissimi giorni, ho tanto centellinato i sorsi della vita. Prima vivevo le ore tranquille di Tantalo ed ora, oggi, l’oggi eterno che ci ha uniti, vivo, senza saziarmi, tutti i sentiti armoniosi dell’amore tanto cari a Shelley ed alla George Sand. Ti dissi – in quell’amplesso espansivo – quanto tempo ti amavo, ma vorrei dirti anche quanto ti amerò, perché il pane della mente che sa materializzare tutte le idealità elette dell’esistenza umana,ci sa rà la guida più esperì a, pieno di tante abilità, risolutrice di tutti i problemi nostri, che – e te lo dico con tutta la sincerità di un amico, di un amante di un compagno il nostro unisono bene sarà bello e lungo, godente e pieno di tutti i sentimenti, grande e sconfinatamente eterno. Quando ti parlo di eternità – tutto ciò che il cuore ha voluto ed amato è eterno – voglio alludere all’eternità dell’amore. L’amore mai muore. L’amore che ha germogliato lontano dal vizio e dal pregiudizio, è puro e nella sua purezza non si può contaminare e l’incontaminato è dell’eternità.Vorrei potermi esprimere sempre nel tuo idioma (Fina gli scriveva sempre in Castigliano, n.d.r.) per cantarti ogni attimo del tempo la dolce canzone dell’anima mia, farti comprendere i palpiti che percuote fortemente il cuore, le delicate figurazioni del pensiero mio che di tè invaghitesi non potrà mai dare il “finis” della sua elegia. Ma d’altra parte – io che credo che il mio amore è da te contraccambiato con tutta la possanza della tua gioventù ancora in bocciolo, l’ho letto tante volte sulle tue nere pupille – mi contento nel sapere che per comprendere queste linee debbono essere rilette più di una volta da tè. Tu non avrai tempo di scrivermi. Tu devi ancora dedicarti allo studio. Baciami come io ti bacio. Rendimi duplicato il mio bene che ti voglio. Sappi che ti penso sempre, sempre, sempre. Sei l’angelo celestiale che mi accompagna in tutte le ore tristi e liete di questa mia vita refrattaria e ribelle. Con te, ora e sempre».
Severino Di Giovanni

AGIRE!

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Dalla Francia, qui in Argentina, dal Nord America, dalla Spagna fascista, dal lontano Giappone, dal cimitero italiano, la reazione più crudele infierisce contro gli elementi rivoluzionari. Sembra che sia ordita una vera Internazionale borghese con lo scopo fisso di renderci la “vita difficilissima”.
E’ una vera battaglia, e ci conforta la grande solidarietà con cui tutti aiutiamo lo sforzo della resistenza nostra.
L’estradizione di Ascaso, Durrutti e Jover concessa all’Argentina dalla Francia ha provocato in questo paese grandissime manifestazioni di protesta contro il governo liberticida e di grande simpatia verso i nostri tre compagni.
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El Idealista de la Violencia – Severino di Giovanni

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Severino Di Giovanni: El idealista de la violencia

Este es un libro increíble, que relata la vida de un hombre al cual la sociedad, e incluso muchxs de sus propixs compañerxs de ideas, jamás supieron entender. Un hombre que ha sido vilipendiado hasta los excesos, invirtiéndose sobre él cantidades inexplicables de mentiras, blasfemias, insultos, acusaciones falsas y rumores que lo único que hicieron fue alimentar el imaginario colectivo sobre su figura y enlodar su recuerdo, pero que este libro viene a romper de cuajo con todo ello. Este libro le hace honor a la verdad, y por ello es un gran guiño a la memoria, no solo de Severino Di Giovanni, sino también de sus compañerxs, lxs anarquistas de acción, o como eran llamadxs en esa época: lxs anarquistas expropiadorxs.
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EL DERECHO AL OCIO Y A LA EXPROPIACION INDIVIDUAL

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“El Derecho al Ocio y a la Expropiación Individual” de Severino Di Giovanni

SOBRE SEVERINO DI GIOVANNI
En 1933 los sectores anarquistas revolucionarios de Montevideo publicaban, a través de la revista “Afirmación” (1), un potente texto de un compañero que firmaba como Briand. El escrito ( titulado “El derecho al ocio y a la expopiación individual” ) reivindicaba la expropiación como un medio legítimo de lucha de la clase obrera. El original había sido escrito en italiano y publicado en Nueva York por la revista “L’Aldunata dei Refrattari”, una de las revistas anarquistas insurreccionales más importantes de aquel entonces, que difundía algunas de las posiciones más claras y combativas del proletariado.
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IN UNA PAROLA

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«In una parola, l’innamorato della vita vuol goderla pienamente… Non potrei definire ciò che è la felicità: però anche il refrattario che non si adatta all’ambiente prova soddisfazioni… Mi si dirà che questa lotta [per un migliore domani] è piena di ostacoli, che i cardi della via sono molti. Però, se vi piacciono ardentemente delle rose fragranti, rosse come il sangue che vi scorre generoso per le vene, e per coglierle, onde offrirle all’essere più amato, dovete attraversare una palude od una spinosa boscaglia — sono sicura che supererete questi ostacoli e, giungendo alla meta, infangati, insanguinati e sgualciti, spunterà un sorriso trionfale, d’immensa soddisfazione, su le vostre labbra.
Non concepisco che vi siano individui i quali vivono la vita in modo burocratico. Ristagnano, vegetano e muoiono…

Io opino che la Rivoluzione bisogna farla e non aspettarla. Ecco perché qualunque atto contro lo Stato e contro gli altri puntelli dell’attuale regime è necessario e quindi plausibile…
Il senso della vita in tutta la sua pienezza, nell’ambiente in cui viviamo, forma questa corrente d’azione che fa tremare gli sgherri dell’ordine costituito.»

Severino Di Giovanni
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Tuuto e Perduto

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Tutto e’ perduto.
Gia’ pronto il giornale per essere impresso, quando apprendiamo la notizia che la Suprema Corte di Giustizia ha negato la revisione del processo a Sacco e Vanzetti.
Tutto e’ perduto.
Questo e’ il testo del telegramma che ci getta in un attimo nella piu’ dolorosa disperazione.
Il delitto, che non e’ stato permesso in cinque anni, speriamo che non sara’ permesso dai compagni.
E’ una sfida che la classe capitalista ci lancia e come tale la raccoglieremo.
GUAI AI CARNEFICI…….
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